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Comunicato stampa - 07/11/17

Ogni tanto sui social appaiono video e post che parlano della nostra associazione. In genere il giudizio è positivo. Rare volte, al contrario, il giudizio è basato su fatti (negativi) completamente inventati. Non siamo stupiti di queste affermazioni. Siamo consapevoli del fatto che più il progetto del Controllo del Vicinato si diffonderà (e i numeri da questo punto di vista sono estremamente incoraggianti) più sarà probabile avere dei detrattori, e non solo tra i ladri.

Recentemente sono state fatte alcune affermazioni verso la nostra associazione, nella forma di un video postato su una pagina Facebook (non diamo altre indicazioni per evitare di fargli della immeritata pubblicità) nel quale si asserivano sostanzialmente tre cose:

  • Essere asserviti alla politica
  • Essere finanziati da Alfano
  • Avere come scopo principale quello di “tesserare” le famiglie che aderiscono al Controllo del Vicinato.

Partiamo dall’ultima affermazione, la più improbabile. Non perché le altre abbiano un fondamento, ma perché solo una persona disinformata o, peggio, in malafede per asserire una cosa di questo tipo. Fin dalla sua costituzione formale (con atto notarile del 30 aprile 2015), ACdV ha fatto la scelta, oramai irreversibile, di tenere nettamente separate le attività associative dalla vita dei gruppi di Controllo del Vicinato. Aderire al Controllo del Vicinato, formando un nuovo gruppo, o aderendo ad uno già esistente, non richiede alcuna iscrizione all’Associazione Controllo del Vicinato. Non è mai stato necessario, né lo sarà mai. Basta chiedere alle oramai più di 40.000 famiglie che hanno deciso in piena libertà, e senza alcun vincolo associativo, di applicare il nostro protocollo di sicurezza partecipata che consiste nel controllo informale del territorio dall’interno delle proprietà private, nell’adozione delle pratiche condivise di prevenzione passiva e nelle segnalazioni qualificate alle Forze dell'Ordine.

I soci dell’Associazione Controllo del Vicinato, gli unici volontari in questo progetto, sono relativamente pochi e hanno come unico scopo quello di supportare le Amministrazioni comunale, le associazioni locali e i privati cittadini nella promozione del Programma di Controllo del Vicinato nella propria comunità.

Veniamo ora alla seconda affermazione, quella di essere finanziati da Alfano. Affermazione abbastanza ridicola. Non si capisce a che titolo Alfano, attuale Ministro degli Esteri, dovrebbe finanziare un’associazione che svolge la sua attività esclusivamente a livello nazionale. Abbiamo incontrato il Ministro Alfano due volte (quando era ancora Ministro degli Interni) e una volta la Segreteria del Ministro Minniti. In tutti e tre i casi lo scopo dell’incontro era lo stesso: illustrare in dettaglio la nostra attività per tentare di superare le comprensibili diffidenze di alcuni Prefetti nei confronti del nostro progetto e chiedere al Ministero degli interni di monitorare le attività dell’associazione per aiutarci ad individuare potenziali criticità nel nostro modello di sicurezza partecipata, rispetto al suo scopo ultimo che è quello di supportare le Forze dell'Ordine a svolgere al meglio il proprio lavoro attraverso l’aiuto attivo dei cittadini. Questo abbiamo chiesto tutte e tre le volte che abbiamo incontrati i ministri, e questo abbiamo ripetuto durante l’audizione della “Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle sue periferie”, che si è tenuto il 14 marzo 2017 e a cui eravamo stati invitati. Né allora, né in futuro sarà nostra intenzione chiedere risorse finanziarie allo Stato italiano per sostenere la nostra associazione. Semplicemente perché non ne abbiamo bisogno per continuare a svolgere la nostra attività di volontari. Se mai ci saranno risorse disponibili avrebbe più senso investirle per la sicurezza delle comunità anziché finanziare un’associazione privata. La nostra associazione, che ha scelto per adesso di non avere una sede operativa o dei dipendenti, ha un budget irrisorio e le risorse finanziarie per le sue spese di funzionamento derivano esclusivamente dalle quote associative dei suoi attuali 126 soci.

Dei più di 650 comuni in cui i nostri volontari hanno presentato il Programma di Controllo del Vicinato, solo un piccolo numero (che si può contare sulle dita di due mani) ha deciso di destinare un modesto contributo (si parla di pochissime centinaia di euro, non di migliaia di euro) per rimborsare i nostri volontari (non tutti e mai completamente) delle spese vive che affrontano da anni di tasca propria percorrendo migliaia di chilometri per raggiungere anche le comunità più sperdute per incoraggiare i residenti ad auto-organizzarsi e a collaborare fattivamente ed efficacemente con le Forze dell'Ordine. La mancanza di questi contributi non ci ha impedito, mai, di fornire comunque il nostro contributo a titolo completamente gratuito. Nella nostra associazione nemmeno un euro derivante dalle quote associative dei soci viene utilizzato per rimborsare i nostri volontari e nessun euro che riceviamo come contributo dai comuni viene utilizzato per le spese di funzionamento dell’associazione (assicurazione dei volontari, affitto dello spazio web, spese postali per l’invio delle tessere ai soci, ecc.).

Questa è la nostra politica rispetto al poco denaro che circola all’interno della nostra associazione e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.

Per quanto concerne la prima affermazione, inerente un eventuale coinvolgimento di partiti o movimenti politici nella gestione della nostra associazione, come da legge sul Volontariato, è categoricamente vietato alle associazioni del Terzo Settore di avere alcun tipo di implicazione politica, proprio perché gli enti del terzo settore sono enti apolitici ed apartitici per propria natura e per obbligatoria previsione statutaria. Con nostro rammarico, talvolta alcune parti politiche locali di opposizione o di maggioranza (di ogni colore) ci approcciano con diffidenza, o ci tengono a distanza, motivando di essere noi un’associazione politicizzata in quanto diamo supporto alle amministrazioni locali (che ovviamente sono comunque governate pro-tempore da un’espressione politica). Per comprendere questo aspetto basta osservare quali amministrazioni hanno chiesto il supporto della nostra associazione per notare immediatamente che, proprio per totale apartiticità ed apoliticità, non facciamo alcun discrimine verso alcun comune, a prescindere da quale partito o movimento politico governi il territorio locale nel momento in cui viene chiesto il nostro aiuto. La sicurezza è un bene di tutti (cittadini, residenti, turisti e chiunque altro) senza alcuna discriminazione di tipo politico, religioso, etnico, ideologico o di genere. A tal fine ACdV opera seguendo questi quattro fondamentali principi interni:

  • la nostra associazione supporta indistintamente tutte le amministrazioni comunali che chiedono il nostro aiuto, a prescindere dal loro colore politico;
  • la nostra associazione si astiene dal supportare le amministrazioni comunali 60-90 giorni prima delle elezioni amministrative o politiche proprie per evitare strumentalizzazioni del progetto da parte di chicchessia. È una regola che applichiamo rigidamente e senza deroghe;
  • a nessun socio, vecchio o nuovo, è chiesto il suo orientamento politico o ideologico in fase di iscrizione alla nostra associazione. I criteri per accettare nuovi soci sono ben diversi: assenza di condanne penali, personalità specchiata e stima da parte della comunità di appartenenza;
  • l’associazione rifiuta (lasciando ovviamente a ciascun socio la libertà costituzionale di partecipare alla vita politica nella propria comunità a titolo personale) di partecipare a dibattiti sulla sicurezza organizzati da partiti o gruppi politici.

Ciò detto, siamo lieti di aver avuto una nuova occasione per rimarcare la totale equidistanza tra noi e le altre realtà locali e non (formazioni politiche, associazioni di categoria, sindacati, enti del terzo settore in genere, autorità ed istituzioni tutte). Allo stesso modo siamo onorati di aver attirato nella nostra associazione talenti e professionalità appartenenti a persone così diverse, anche ideologicamente, che lavorano insieme, fianco a fianco, per il bene delle comunità, patrimonio inestimabile del nostro Paese, il tutto senza mai aver avuto alcun problema derivante da diversi orientamenti politici personali. Il bello della collaborazione è proprio questo, capacità di superare le differenze e le rigidità tipiche di uno schieramento di parte per il bene superiore dell’intera collettività, interesse comune ad ogni persona in quanto tale.

Siamo grati a tutte le persone che ogni giorno, con grande fiducia, spontaneità, senso civico, spirito di collaborazione e solidarietà contribuiscono a rendere il proprio paese un luogo migliore, più sicuro ed attento a ciò che lo circonda e lo riguarda. Diciamo grazie a tutti gli operatori del volontariato, che ogni giorno, con grande spirito di abnegazione, si mettono a disposizione del prossimo, senza pretendere nulla in cambio. Le persone da ringraziare sarebbero infinite e citarle una ad una è letteralmente impossibile. Noi possiamo solo ringraziare di averci nuovamente offerto l’occasione di dare visibilità al progetto di Controllo del Vicinato.

Grazie infinite a tutti.

Il Comitato Esecutivo di ACdV

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