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Le vulnerabilità ambientali e comportamentali vanno ridotte o eliminate per far sì che la pratica del Controllo del Vicinato diventi pienamente efficace. Serve a poco continuare a osservare chi passa davanti a casa nostra se poi di notte lasciamo aperta la porta che da sul giardino. Dobbiamo tenere bene a mente che ogni nostra vulnerabilità diventa automaticamente una facilitazione per i ladri. A volte basta poco per alzare il livello di resistenza della nostra casa ma qualche volta, per realizzare questo scopo, bisogna anche spenderci dei soldi.

La criminalità ha un costo per tutta la comunità. Per ogni furto evitato la comunità risparmia risorse e riceve un beneficio: ad esempio, le Forze dell’Ordine possono essere proficuamente impiegate altrove.

Quando consideriamo i benefici per la comunità, questi vanno raffrontati con i costi sostenuti per fare prevenzione. La prevenzione a costo zero (ad esempio chiudere le porte a chiave quando non è necessario tenerle aperte) produce un immediato beneficio netto se questo nuovo comportamento evita un furto. Anche quando si devono affrontare dei costi, sia come privati (ad esempio dotandosi di un sistema di allarme) sia come Amministrazioni pubbliche (ad esempio potenziando l’illuminazione stradale) i benefici immediati e di lunga durata superano sempre il costo iniziale degli interventi preventivi.

Purtroppo, nel caso di un furto in casa buona parte dei costi della criminalità è sopportata dalle vittime.

Consideriamo:

  1. La perdita monetaria rappresentata dagli oggetti che ci sono stati rubati. Tra l’altro, per un calcolo accurato bisognerebbe utilizzare il costo di sostituzione degli oggetti e non il loro costo di acquisto iniziale. Il costo di sostituzione degli oggetti rubati in genere è più alto del costo d’acquisto iniziale per effetto dell’inflazione. Consideriamo inoltre il caso in cui gli oggetti non siano facilmente sostituibili a causa della loro rarità. In questo caso il costo di sostituzione potrebbe essere molto alto.
  2. Al costo di sostituzione degli oggetti rubati vanno aggiunti i costi di riparazione delle cose danneggiate durante il furto (finestre divelte, serrature scassinate, ecc.). Sostituire in poche ore finestre divelte o serrature scassinate può avere costi molto salati. Chiamare un fabbro la domenica pomeriggio per non correre il rischio di rimanere un giorno senza chiudere la porta di casa ci espone a volte a tariffe di riparazione esorbitanti (oltre al danno, la beffa!). È importantissimo perciò verificare se tra le clausole della nostra assicurazione è previsto anche il rimborso della riparazione dei danni subiti durante il furto.
  3. I costi immateriali rappresentati dalla sofferenza procurata a chi ha subito un furto (ad esempio, il tempo perso per denunciare il furto alle Forze dell’Ordine o i costi psicologici dello stress collegato all’evento). I costi intangibili sono spesso esclusi dal calcolo dei benefici perché sono difficili da calcolare e quantificare. Questo è un problema perché riduce il valore del beneficio a fronte dell’investimento nella prevenzione.

Inoltre, queste stime non tengono conto dei costi della paura e quelli del turbamento della famiglia e del vicinato. Per calcolare più realisticamente i benefici derivanti dalla prevenzione bisognerebbe calcolare anche questi costi che non dovremo affrontare se riusciamo ad evitare il furto.

Gli interventi di prevenzione che riducono le opportunità per i ladri hanno dei costi iniziali che poi si riducono rapidamente (non cambiamo il sistema di allarme o la serratura della porta blindata ogni tre mesi. In genere questi sono investimenti di lungo periodo), mentre i benefici derivanti dalla prevenzione durano a lungo nel tempo.

Produrre un beneficio oggi costa meno (quindi vale di più) dello stesso beneficio che potremmo generare domani con un futuro intervento preventivo, semplicemente perché lo stesso intervento preventivo costerà di più e ci esporrà ai costi derivanti dal potenziale rischio di subire un furto.

In conclusione, la prevenzione è sempre il miglior investimento.

(Tratto dal materiale di formazione dei Coordinatori dei gruppi di Controllo del Vicinato.)

Leonardo Campanale - Vicepresidente ACdV © RIPRODUZIONE RISERVATA

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