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PREVENZIONE COMUNITARIA

Dispiace dirlo, ma il classico approccio delle Forze dell'Ordine per contrastare i furti nelle case non dà mai i risultati sperati. Esse sono sommerse da un grande volume di chiamate e corrono di qua e di là nell'inutile tentativo di arrestare ladri che sono già scappati.

Che cosa possiamo fare, allora, per essere certi che la loro azione sia più efficace e porti a più arresti?

Vediamo in dettaglio come si articolano gli interventi delle Forze dell'Ordine e com’è possibile sostenerle. La loro attività tradizionale per contrastare i furti nelle case si fonda su:

  • Il pattugliamento
  • Il pronto intervento e i posti di blocco
  • L’investigazione post reato

Il pattugliamento casuale o di routine, molto apprezzato dall’opinione pubblica perché visibile, ha uno scarso effetto nel contrasto dei furti e nell’arresto dei ladri per i motivi che qui cerchiamo di spiegare.

Rispetto alla totalità delle attività umane che si svolgono in una data zona, i furti nelle case sono un evento statisticamente raro e le probabilità che una pattuglia incappi in un ladro che sta rubando sono veramente basse. Non impossibili, ma molto basse. Senza dimenticare che ai furti spesso partecipano anche i pali, che avvertono i ladri quando la polizia arriva e quando se n’è andata.

C’è un altro aspetto da considerare, non meno importante: siepi, muri e strade private chiuse impediscono alle Forze dell'Ordine di pattugliare in modo efficace intorno alle nostre case. La nostra amata privacy non solo a volte diventa una facilitazione per il ladro (una volta che è saltato nel nostro giardino, dietro le siepi, non lo vede più nessuno) ma impedisce anche alle Forze dell'Ordine di osservare e controllare cosa avviene all’interno delle nostre proprietà. Basterebbe decidere di rinunciare a un po’ della nostra privacy riducendo, ad esempio, l’altezza delle nostre siepi o sostituendole con inferriate per espandere notevolmente l’area osservabile dalle Forze dell'Ordine e rendere il loro pattugliamento più efficace. Una maggiore visibilità nei nostri giardini renderebbe anche possibile la “sorveglianza naturale” rappresentata dalle persone che passano vicino alla nostra casa e dagli autoveicoli in transito.

La presenza delle Forze dell'Ordine sul territorio è limitata e anche se il numero degli agenti aumentasse in maniera considerevole, per essere veramente efficaci devono poter contare anche sull’attività di prevenzione passiva dei cittadini e sulla loro collaborazione.

Il pattugliamento può funzionare nei punti caldi (con furti numerosi e frequenti) ma solo per un breve periodo. I ladri imparano presto e, se sentono la presenza delle Forze dell'Ordine, si sposteranno per flagellare un’altra zona. E non è raro che la nuova zona non si accorga immediatamente di quest’arrivo e non sia sufficientemente preparata ad affrontare la nuova ondata di furti. Una volta però che le Forze dell’Ordine diminuiscono la loro pressione sul territorio i ladri torneranno a rubare nella zona di provenienza per sfruttare tutte le opportunità di furto che gli abbiamo lasciato ancora aperte.

Anche il pronto intervento o i posti di blocco hanno, come il pattugliamento, un effetto trascurabile sul numero di arresti. Oltre al fatto che il pronto intervento non è sempre così “pronto” per ragioni comprensibili (scarsità di mezzi, interventi su reati più gravi, ecc.), spesso le vittime non lo richiedono nel momento in cui scoprono il furto. Le statistiche riferiscono che, anche se il furto è scoperto immediatamente dopo la sua esecuzione, con il ladro ancora in fuga, chi lo subisce lascia passare parecchi minuti prima di chiamare le Forze dell’Ordine. Il primo impulso delle vittime è di cercare conforto presso i vicini o da un amico o da un parente. Questi ritardi consentono ai ladri di avere un buon margine di tempo per la fuga. La normalità però e che molti furti nelle case si scoprono anche molte ore dopo che i ladri sono scappati. Perciò è molto raro che l’intervento delle Forze dell'Ordine, anche se immediato, termini con un arresto.

Se il furto è denunciato (e spesso non lo è), anche l’investigazione post-reato ha scarsa efficacia nel produrre arresti. In genere i furti, e in particolare quelli con scasso, sono commessi senza testimoni, quindi le probabilità di scoprirne gli autori sono veramente bassissime. L’attività investigativa può ovviamente produrre più arresti se si concentra su casi con molti indizi, su ladri particolarmente attivi o sul mondo della ricettazione.

Qualcuno obietterà che, una volta arrestati, i ladri sono subito rimessi in libertà. Questa però non è una buona ragione per non fare prevenzione o per non tentare di farli arrestare. Il rilascio dei ladri arrestati in flagranza di reato è un problema di Diritto e non è attinente con l’attività di prevenzione né con l’attività del Controllo del Vicinato.

Allora che cosa possiamo fare per rendere più efficace l’azione delle Forze dell'Ordine?

Le probabilità che il ladro sia fermato aumenterebbero notevolmente se egli fosse:

  • segnalato alle Forze dell’Ordine prima che inizi a rubare (scoprendo, ad esempio, che sta perlustrando la nostra zona a bordo di un’auto rubata);
  • intercettato mentre sta tentando di entrare in casa o mentre sta rubando (magari perché segnalato dai vicini che la sorvegliano);
  • visto (sempre dai nostri vicini) mentre lascia la nostra casa e la sua descrizione immediatamente e accuratamente riportata alle Forze dell’Ordine.

Queste condizioni si possono verificare solo se siamo in grado di sorvegliare il nostro ambiente in collaborazione con i nostri vicini. Gli occhi dei residenti sono in grado di sorvegliare la propria zona più a lungo di un’auto delle Forze dell'Ordine e, soprattutto, lo possono fare a 360 gradi. Cosa che oggettivamente le Forze dell’Ordine non sono in grado di fare per la poca visibilità nelle aree private residenziali.

Il Controllo del Vicinato aiuta e potenzia l’azione delle Forze dell'Ordine introducendo un metodo di risposta flessibile che si adatta alle varie situazioni e che aiuta a prevenire/punire i furti molto più efficacemente.

È importante sottolineare che i gruppi di Controllo del Vicinato non hanno in alcun modo l’intento di sostituirsi alle Forze dell’Ordine né tanto meno di intraprendere azioni dirette nei confronti dei ladri, compito che resta di esclusiva competenza delle forze di polizia.

In conclusione, la collaborazione tra vicini è il modo più sensato ed efficace per collaborare con le Forze dell’Ordine.

(Tratto dal materiale di formazione dei Coordinatori dei gruppi di Controllo del Vicinato.)

Leonardo Campanale - Vicepresidente ACdV © RIPRODUZIONE RISERVATA

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