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Una delle regole base della criminologia è che un piccolo numero d’individui commette un gran numero di reati.

Ci sono due spiegazioni per il fenomeno della recidività:

  1. Individui senza molte remore, con deboli attaccamenti sociali, tendono a delinquere più frequentemente di quelli meno impulsivi e più legati alle persone.
  2. Individui che si adattano più di altri alle opportunità della criminalità e del disordine, probabilmente anche a causa dell’ambiente socio-culturale-affettivo nel quale sono cresciuti.

È difficile dal punto di vista delle vittime o di chi le tutela scoprire se la vittimizzazione multipla è opera degli stessi ladri perché, ovviamente, questi cercano di rimanere anonimi. Le informazioni derivanti dall’attività investigativa possono suggerire che i reati sono opera degli stessi autori, ma senza la necessaria certezza.

Capire gli obiettivi e le motivazioni dei ladri recidivi può aiutare a sviluppare strategie adeguate di prevenzione. Perché se un furto ha successo può generare ulteriori furti.

  • Come tutti noi, i ladri imparano facendo. Si possono imparare molte cose, ad esempio, da un furto andato a buon fine. Per questo è necessario imparare più rapidamente dei ladri dalle nostre esperienze negative. È paradossale che il ladro impari sempre dalla sua esperienza e noi no!
    E il ladro, come tutti noi, è capace di generalizzare. Così impara che può avere successo se attacca obiettivi con caratteristiche simili (case, status o comportamenti umani). Ad esempio, se una persona vive sola e in compagnia di un cane e ha l’abitudine di portarlo fuori per mezz’ora senza inserire l’allarme e senza chiudere bene la casa, rappresenta una vulnerabilità che il ladro può sfruttare. Ne deriva che chi ha comportamenti simili corre gli stessi rischi.
  • I ladri imparano anche gli uni dagli altri. Le informazioni si diffondono tra individui che lavorano in piccoli gruppi, oppure attraverso ladri non più attivi o ladri alle prime armi.
    Questo stesso processo di comunicazione e diffusione delle notizie può essere utilizzato dai residenti per far circolare informazioni che rafforzano la percezione di maggior rischio per il ladro o la mancanza di appetibilità per un obiettivo o per un luogo. I cartelli del Controllo del Vicinato, la pubblicità di un furto sventato o l’arresto di un ladro ampiamente pubblicizzato nella propria comunità possono aiutare a far sentire il ladro meno sicuro.
  • Il successo del ladro nel commettere un furto può ridurre l’efficacia delle misure preventive, rendendo di conseguenza più facile commettere nuovi furti. Se i comportamenti criminali si sviluppano più velocemente rispetto alla risposta delle vittime, allora un problema minore può diventare un grosso problema.

Molte tecniche di prevenzione della criminalità si basano sull’assunto della “minaccia credibile”. Ad esempio, la videosorveglianza è una minaccia credibile nella misura in cui i potenziali ladri credono che qualcuno li stia osservando o che corrano il rischio di essere identificati e arrestati più tardi sulla base delle registrazioni. Ciò non significa che ci devono essere molti arresti per avere un effetto deterrente. Ne bastano pochi ma ben pubblicizzati per rafforzare il messaggio, che può essere reso ancora più forte se è fatto circolare attraverso il network dei ladri e non solo attraverso i normali mezzi di comunicazione.

In conclusione, se le attività del Controllo del Vicinato sono ben organizzate e pubblicizzate, possono effettivamente diventare per i ladri una “minaccia credibile”.

(Tratto dal materiale di formazione dei Coordinatori dei gruppi di Controllo del Vicinato)

Leonardo Campanale - Vicepresidente ACdV © RIPRODUZIONE RISERVATA

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