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Quando parliamo di Controllo del Vicinato dobbiamo fare riferimento ad uno spazio relazionale identitario conosciuto dai residenti. Le relazioni sociali sono parte integrante di questo luogo. Il trovarsi prossimi spazialmente vuol dire vivere la stessa quotidianità, creare dei valori condivisi, rafforzando i legami di vicinato. In tal senso il concetto di “luogo” diventa simbolo di affezione sociale dando origine al concetto di Comunità.

Accanto ai “luoghi” intesi come spazi che uniscono le persone, esistono anche i non-luoghi” intesi come spazi che respingono l’unione delle persone. Mentre i primi sono definiti spazi stabili e sicuri i secondi sono definiti spazi vuoti ed insicuri.

Nei “luoghi” le persone si conoscono ed instaurano delle relazioni sociali: il negozio o la bottega del mio quartiere diventa uno spazio identitario.

Nei “non-luoghi” le persone si incrociano soltanto ma non si conoscono: il centro commerciale diventa uno spazio anonimo e impersonale. E’ frequentato da clienti sospinti dal desiderio di consumare un prodotto, prevale l’individualismo e l’anonimato.

Nella società moderna i “non-luoghi” stanno soffocando i “luoghi” identitari: il Controllo del Vicinato è lo strumento adatto per ristabilire l’equilibrio sociale interrotto dalla frenesia del vivere.

Da un punto di vista sociologico il controllo del vicinato è la cura giusta per combattere l’influenza del vivere. Il consumismo e l’evoluzione tecnologica, quando usata in modo alienante, sono alcuni dei virus da tenere sott’occhio perché alimentano l’isolamento urbano.

Il Controllo del Vicinato ci aiuta a riscoprire i luoghi identitari dei nostri quartieri, a coltivare le relazioni umane per avere una Comunità sicura e coesa.

Carla Lovino © RIPRODUZIONE RISERVATA

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